Presentato libro di Massimo Blasoni a Gorizia

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Si è tenuta ieri sera, presso la Sala Dora Bassi di Gorizia, la presentazione di Priviatizziamo!, il nuovo libro di Massimo Blasoni appena uscito per Rubbettino. Ospite della serata il blogger e giornalista del Giornale, Andrea Mancia.
A fare gli onori di casa, il consigliere regionale e presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia Rodolfo Ziberna, che ha ringraziato l’autore per il “prezioso contributo dato all’elaborazione di un pensiero originale, soprattutto in una fase di incertezza come quella che stiamo vivendo”, sottolineando l’importanza della provenienza di Blasoni dal mondo imprenditoriale, e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia per “la partecipazione alla serata e per l’impegno dimostrato negli anni nelle attività svolte”.
È seguito un breve saluto del sindaco Ettore Romoli, che ha salutato l’autore ricordando come le teorie stataliste e quelle più liberiste si alternino sull’onda di specie di mode nell’ambito economico.
Si entra subito nel vivo con le parole di Mancia: “Il libro che stiamo presentando non è un semplice libro di economia: è un vero e proprio manifesto per le riforme del Paese”.
“Ma attenzione a non fraintendere – precisa Blasoni – perché al centro della proposta di Privatizziamo! c’è il cittadino e non un sistema di privatizzazioni selvagge. Non si tratta di liberismo sfrenato, ma di un sistema efficiente e razionale, a tutto vantaggio della qualità dei servizi e del loro costo”.
La tesi centrale di Privatizziamo! riguarda infatti la drastica riduzione della presenza pubblica nella vita di cittadini e imprese in favore di una privatizzazione organica, coerente e coraggiosa di tutti servizi, eccessivamente costosi e poco efficienti, ora in mano allo Stato. Una vera e propria rivoluzione per il nostro Paese paralizzato da decenni nella crescita e nella competitività, soprattutto rispetto alla concorrenza degli stessi paesi europei.
“Occorre ripensare radicalmente il mosto modello sociale, che non è l’unico possibile, è soltanto quello a cuoi siamo abituati”, spiega Blasoni. “Occorre coraggio, altrimenti l’Italia non potrà ripartire. Basti pensare alla farraginosità della macchina burocratica, alle tasse, ai costi, ai tempi e alla totale mancanza di chiarezza normativa. Un sistema in cui la tassazione viene calcolata in base alla spesa che viene decisa e che non calcola invece la spesa sulla base alle proprie possibilità è un sistema irrazionale”.
Burocrazia, lentezza, spesa pubblica, scarsa competitività, tassazione eccessiva sono problemi che Blasoni conosce bene, come imprenditore di prima generazione che dà lavoro a 1800 persone su tutto il territorio nazionale e come presidente del centro studi ImpresaLavoro.
Solo per fare alcuni esempi, precisa l’autore: “La spesa pubblica che cresce a Pil fermo, un sistema previdenziale al collasso, uno stato immobiliarista proprietario di 530.000 immobili, i tempi delle concessioni edilizie e del pagamento della Pubblica Amministrazione e l’efficienza del sistema giudiziario sono alcuni degli aspetti che condannano il nostro Paese all’arretratezza”.
Parole chiare, espresse con molti esempi e dati nel libro, e proposte originali fino all’ipotesi di una città ideale sulla scia del romanzo utopico settecentesco nella quale lo stato rimane il controllore dei servizi, la cui produzione è affidata a soggetti privati che operano in regime si concorrenza e a prezzi di mercato.