La presentazione di “Privatizziamo!” a Villa Manin

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Si è tenuta ieri sera, presso il Ristorante al Doge di Villa Manin a Codroipo, la presentazione di Privatizziamo!, il nuovo libro di Massimo Blasoni appena uscito per Rubbettino. Ospite della serata il giornalista e scrittore, Davide Giacalone. A fare gli onori di casa, il presidente di Liberamente Destra, Cristian Molaro.

Si entra subito nel vivo con le parole di Giacalone: “Privatizzare significa non solo crescere, ma aumentare la propria libertà. Quello di Blasoni è un programma che ha a che fare con il futuro. Una frase del libro – prosegue l’ospite – mi ha colpito particolarmente: l’organizzazione sociale che conosciamo non è l’unico possibile. Siamo però abituati a pensarlo”.

“Ma attenzione a non fraintendere – precisa Blasoni – perché Privatizziamo! è un imperativo che ha a cuore la centralità del cittadino. Non si tratta di liberismo sfrenato, ma di un sistema efficiente e razionale, a tutto vantaggio della qualità dei servizi e del loro costo”.

La tesi centrale di Privatizziamo! riguarda la drastica riduzione della presenza pubblica nella vita di cittadini e imprese in favore di una privatizzazione organica, coerente e coraggiosa di tutti servizi, eccessivamente costosi e poco efficienti, ora in mano allo Stato. Una vera e propria rivoluzione per il nostro Paese paralizzato da decenni nella crescita e nella competitività, soprattutto rispetto alla concorrenza degli stessi paesi europei.

“Occorre una rivoluzione nell’organizzazione sociale e nel modo di pensare – spiega Blasoni – e la politica deve essere in grado di portare avanti riforme radicali, altrimenti l’Italia non potrà ripartire. Basti pensare alla farraginosità della macchina burocratica, alle tasse, ai costi, ai tempi e alla totale mancanza di chiarezza normativa. Un sistema in cui la tassazione viene calcolata in base alla spesa che viene decisa e che non calcola invece la spesa sulla base alle proprie possibilità è un sistema irrazionale”.

Burocrazia, lentezza, spesa pubblica, scarsa competitività, tassazione eccessiva sono problemi che Blasoni conosce bene, come imprenditore di prima generazione che dà lavoro a 1800 persone su tutto il territorio nazionale e come presidente del centro studi ImpresaLavoro.

Solo per fare alcuni esempi, precisa l’autore: “La spesa pubblica che cresce a Pil fermo, un sistema previdenziale al collasso, uno stato immobiliarista proprietario di 530.000 immobili, i tempi delle concessioni edilizie e del pagamento della Pubblica Amministrazione e l’efficienza del sistema giudiziario. Tutto teso a frenare la competitività e la capacità di crescita del nostro paese. Ci stiamo condannando a in sistema ingiusto e ingessato, incapace di competere a livello europeo e mondiale”.

Parole chiare, espresse con molti esempi e dati nel libro, e proposte originali e forti per un’intervento radicale e coraggioso a favore dei cittadini e dell’impresa che non esclude il pubblico in favore di un modello ultra liberista, ma anzi che mantiene lo stato nel ruolo di controllore, alleggerendolo di quella produzione dei servizi che ora, con scarsi risultati, gli compete e che, nel nuovo modello, sarebbero gestiti da soggetti privati, valutati sulla base dei costi stabiliti dal mercato e dall’efficienza del servizio.